Cos'è il Codice degli Appalti
D.Lgs 36/2023
Il Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs 36/2023) è la normativa italiana che disciplina l'affidamento e l'esecuzione dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. È in vigore dal 1° aprile 2023 e ha sostituito integralmente il D.Lgs 50/2016.
Cosa disciplina il D.Lgs 36/2023
Il Codice regola tutte le fasi della commessa pubblica: programmazione, progettazione, scelta del contraente, stipula del contratto, esecuzione e collaudo.
Si applica a stazioni appaltanti, enti concedenti e operatori economici che partecipano a procedure indette in Italia sopra e sotto la soglia comunitaria.
Principi cardine
Il nuovo Codice è costruito su tre principi guida: risultato (art. 1), fiducia (art. 2) e accesso al mercato (art. 3). Questi principi orientano l'interpretazione di tutte le norme e l'esercizio della discrezionalità del RUP.
Sono rafforzati il principio di rotazione, la digitalizzazione integrale del ciclo di vita del contratto e la qualificazione delle stazioni appaltanti.
Novità rispetto al D.Lgs 50/2016
Digitalizzazione integrale (art. 19-36): fascicolo virtuale dell'operatore economico, piattaforme certificate, BDNCP.
Appalto integrato di nuovo ammesso (art. 44) e revisione del subappalto (art. 119) con rimozione del divieto di subappalto a cascata sotto specifiche condizioni.
Soglia anomalia ridisegnata (art. 54) per appalti sotto soglia con esclusione automatica delle offerte anomale.
Domande frequenti
Quando è entrato in vigore il D.Lgs 36/2023?
Il Codice è entrato in vigore il 1° aprile 2023 ma è efficace dal 1° luglio 2023. Dal 1° gennaio 2024 si applicano anche le disposizioni sulla digitalizzazione integrale.
Il D.Lgs 50/2016 è ancora in vigore?
No. Il D.Lgs 50/2016 è stato abrogato. Continua però ad applicarsi alle procedure i cui bandi siano stati pubblicati prima del 1° luglio 2023.
Quali sono le soglie comunitarie aggiornate?
Per il biennio 2024-2025 le soglie sono: 5.538.000 € per lavori, 143.000 € per forniture/servizi delle amministrazioni centrali, 221.000 € per forniture/servizi degli altri enti, 750.000 € per servizi sociali.
Cosa si intende per principio del risultato?
L'art. 1 stabilisce che le stazioni appaltanti devono perseguire il risultato dell'affidamento e dell'esecuzione del contratto con la massima tempestività e il miglior rapporto qualità/prezzo, nel rispetto della legalità e della trasparenza.
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